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Genitali esterni

Valutazione di fimosi, criptorchidismo, idrocele ed ernia inguinale. Indicazioni su tempi, controlli e possibile trattamento, con follow-up dedicato.

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IN QUESTA PAGINA TROVI

Informazioni e domande frequenti

Patologie

fimosi, criptorchidismo, ernia inguinale, idrocele comunicante, ipospadia

Interventi

circoncisione, orchipessi, chiusura del dotto peritoneo -vaginale / ernioraffia, uretroplastiche

Quando preoccuparsi?

segnali d’allarme e quando fare visita

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Fimosi

La fimosi è la difficoltà a retrarre il prepuzio sul glande. Nei primi anni può essere fisiologica e migliorare con la crescita.

Diventa patologica quando l’anello è rigido/cicatriziale e compaiono sintomi come dolore, fissurazioni, infiammazioni ricorrenti o problemi nella minzione. Un segno tipico è il “palloncino” del prepuzio durante la pipì.

La visita serve a distinguere quadro normale da patologico e a definire il percorso: osservazione, terapia conservativa con applicazioni topiche e manovre delicate, oppure chirurgia nei casi persistenti o complicati.

Criptorchidismo

Il criptorchidismo è la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nello scroto. Nei primi mesi alcuni testicoli possono scendere spontaneamente; se la condizione persiste è importante valutare sede e stabilità (testicolo ritenuto, ectopico o retrattile). In genere non causa dolore, ma lo scroto può apparire vuoto o asimmetrico.

L’inquadramento corretto serve a ridurre rischi nel tempo: associazione con ernia inguinale, torsione del testicolo ritenuto e possibili conseguenze sulla funzione testicolare. La visita definisce tempi e indicazione a monitoraggio o trattamento.

Ernia inguinale

Nel bambino l’ernia inguinale è spesso congenita: dipende dalla mancata chiusura del canale inguinale (dotto peritoneo-vaginale). Si presenta come un rigonfiamento all’inguine o nello scroto, più evidente con pianto, tosse o sforzo e talvolta riducibile a riposo. È importante valutarla perché può complicarsi con incarcerazione: tumefazione dura e non riducibile, dolore, irritabilità, vomito, arrossamento locale.

In questi casi serve una valutazione tempestiva. La diagnosi è clinica e consente di definire il timing del trattamento e il percorso più sicuro.

Idrocele comunicante

L’idrocele comunicante è una raccolta di liquido intorno al testicolo dovuta a una comunicazione con l’addome (persistenza del dotto peritoneo-vaginale). Di solito non è doloroso e il segno più tipico è la variabilità: spesso più gonfio la sera e meno al mattino. Nei primi mesi può ridursi spontaneamente, per questo si programma spesso un monitoraggio. Se persiste oltre il primo anno o se è molto voluminoso, la correzione chirurgica diventa più frequente; si anticipa anche quando è associato a ernia. La visita serve a distinguere le forme e a stabilire controlli e indicazione.

Ipospadia

L’ipospadia è una malformazione congenita in cui l’apertura dell’uretra non è in punta al glande ma in posizione più bassa, con vari gradi di severità. La valutazione non dipende solo dalla sede del meato: conta anche l’eventuale curvatura del pene, che può influire sulla funzione e sul progetto ricostruttivo. Nelle forme lievi può esserci un getto urinario deviato; in altre è necessario correggere anatomia e funzionalità.

In alcuni casi possono coesistere altre condizioni (come testicolo non disceso), che richiedono un inquadramento più completo. La visita definisce indicazione, tempi e percorso di follow-up.

Interventi chirurgici correlati 

Circoncisione

Intervento indicato nelle fimosi patologiche persistenti o complicate.

Obiettivo: risolvere sintomi, facilitare igiene e ridurre infiammazioni ricorrenti.

Orchipessi

Indicata per criptorchidismo (testicolo non disceso) quando il testicolo non scende spontaneamente o non risulta stabile in sede scrotale; serve a riportarlo e fissarlo nello scroto.

Chiusura del dotto peritoneo-vaginale / Ernioraffia

Indicata per idrocele comunicante persistente e/o ernia inguinale, quando è presente la pervietà del dotto e si rende necessaria la correzione per prevenire recidive e complicanze (es. incarcerazione dell’ernia).

Uretroplastiche

Indicate per ipospadia, quando è necessario ricostruire il tratto uretrale mancante e correggere la sede del meato e/o l’eventuale curvatura del pene, in base al tipo e alla severità del quadro.

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