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Disturbi della differenziazione sessuale (DSD)

I disturbi della differenziazione sessuale (DSD) sono condizioni congenite in cui lo sviluppo dei caratteri sessuali (gonadi, genitali interni/esterni e assetto cromosomico-ormonale) segue percorsi diversi rispetto a quanto atteso. Possono emergere alla nascita, durante l’infanzia o più spesso in adolescenza, ad esempio in presenza di pubertà atipica, sviluppo non coerente con le attese o amenorrea primaria.

In questi casi, la priorità è duplice: da un lato definire con precisione il quadro clinico con un iter diagnostico graduale e mirato; dall’altro offrire alla famiglia (e al/alla ragazzo/a) un percorso che sia rispettoso, riservato e senza fretta, evitando decisioni affrettate e comunicazioni allarmistiche.

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Informazioni e domande frequenti

La valutazione

La prima visita serve a raccogliere la storia clinica, valutare lo sviluppo e definire gli accertamenti utili, che possono includere (in base al caso) esami ormonali e genetici, ecografie e altri approfondimenti. Il percorso viene generalmente gestito in modo multidisciplinare.

Trattamento e follow up

Non esiste un approccio “standard” valido per tutti: la gestione dipende dal tipo di DSD, dall’età, dai sintomi e dalle esigenze della persona. In molti casi l’obiettivo è il monitoraggio clinico e lo sviluppo di un piano di cura nel tempo; in altri, può essere indicato un trattamento medico o chirurgico, sempre dopo una valutazione completa e condivisa.

Quando richiedere una visita?

1) alla nascita vi sono dubbi o ambiguità sui genitali esterni

2) in adolescenza compaiono segni di pubertà atipica o sviluppo non atteso

3) ci sono discrepanze tra sviluppo fisico, referti clinici e percorso puberale

4) sono presenti dubbi diagnostici già emersi in precedenti visite o accertamenti

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